Scienza/Ambiente

La Tristezza degli Agrumi

Foto Cosimo Cirillo

A volte ci si imbatte in piante di agrumi che presentano foglie rivolte verso il basso, secche, di color marrone. Basta un solo soffio di vento che si staccano con facilità. Passano pochi giorni o mesi che ci ritroviamo quella pianta apparentemente sana, completamente disseccata, e quindi morta. Ci si domanda allora cosa o chi, abbia repentinamente “ucciso” il nostro amato albero di agrumi. La risposta diventa a questo punto semplice, ciò che in precedenza era visto come una semplice foglia secca non era altro che un sintomo importante di una patologia molto grave che se non curata ai primi stadi porta alla perdita della pianta stessa. La malattia in questione prende il nome di Tristezza degli agrumi. Come già detto, colpisce tutti gli agrumi e in particolare le specie ed ibridi dei generi Citrus e Fortunella. Saper interpretare i sintomi o, per meglio dire i segnali che la pianta ci invia diventa fondamentale per la sua sopravvivenza. L’agente causale è un virus, Citrus Tristezza Virus (CTV), genere Closterovirus, famiglia Closteriviridae. Guardando tale virus al microscopio elettronico la struttura risulta essere filamentosa come un serpente di lunghezza pari due millesimi di millimetro. Questa malattia è originaria del sud-est asiatico, ma si è ben diffusa nel bacino del Mediterraneo e poi nel resto del mondo a causa del trasporto di materiale infetto che conteneva al suo interno il famoso virus. Per quanto concerne i sintomi possono essere diversi a secondo il tipo di pianta e il suo grado di infezione. Resta il fatto che quello principale da tenere in considerazione è il disseccamento e la conseguente defogliazione. Una volta in circolo il virus provoca la necrosi delle cellule del sistema linfatico (floema) dell’arancio amaro in prossimità del punto di innesto, impedendo alla linfa elaborata di giungere alle radici che dopo qualche tempo collassano. La pianta mostra uno stato di carenza idrica e nutrizionale a cui segue il disseccamento di foglie e rametti. A seconda delle condizioni ambientali, se si forma nuovo floema attivo, si manifesta un deperimento lento e graduale, se invece, il tessuto vascolare non dovesse rigenerarsi si verifica un crollo immediato “quick decline” della pianta nel giro di pochissimi giorni. Altri sintomi sono: nanismo, pezzatura piccola dei frutti e poco colorati, la necrosi al punto di innesto, butteratura inversa su arancio amaro. Esistono, inoltre, ceppi di CTV definiti “blandi” poiché danno luogo ad infezioni asintomatiche anche in presenza di ospiti suscettibili quale ad esempio l’arancio amaro. La diffusioni su lunghe distanze è dovuta ad un afide. L’afide marrone degli agrumi (Toxoptera citricidus). Meno efficienti sono altre specie fra cui il più importante è l’afide del cotone (Aphis gossypii).

Per quanto concerne la lotta, la prevenzione resta il metodo principale. Utilizzare materiale certificato, disinfettare accuratamente gli attrezzi di potature e combattere gli insetti vettori (afide bruno) con trappole idonee e o pesticidi chimici. Essendo una malattia molto grave, tale malattia è stata classificata come una malattia da quarantena. Nel caso in cui vi siano focolai di tale malattia, l’agricoltore dovrà provvedere alla distruzione di piante infette e successivamente impiantarne delle nuove utilizzando materiale certificato.

Demetrio Ieracitano

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3 Maggio 2015


Demetrio Ieracitano

Agronomo iscritto presso l'Ordine dei dottori Agronomi e dottori Forestali di Reggio Calabria, specializzato in agronomia, è docente di Chimica agraria presso gli istituti di istruzione superiore.

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