Cicloturismo

“Verso Sud”, il cicloviaggio a Tindari

Cicloturismo /10

Una grande passione per la bicicletta, un grande spirito d’avventura, una sana amicizia: sono questi i sentimenti che hanno spinto 12 amici che, in sella alle loro mountain bike hanno raggiunto la città di Tindari, in provincia di Messina.
Un’esperienza che possiamo definire fantastica, che gli amici Raffaele, Gerardo, Pietro, Davide, Rocco, Giuseppe, Domenico, Rosario, Massimo, Enzo, Franco e Andrea, uniti dalla forte passione per la bicicletta, hanno voluto affrontare arricchendo così il proprio bagaglio culturale e sportivo.
Una sequenza di emozioni che ha inizio la mattina di sabato 14 settembre, quando tutti insieme ci ritroviamo alle ore 9 a San Costantino Calabro di fronte al sagrato della Chiesa madre, dove ad accoglierci abbiamo trovato il parroco Don Maurizio, con il quale ci siamo intrattenuti per una breve preghiera, prima di partire. Inizia così il viaggio verso la terra di Sicilia, in sella alle nostre bici. Percorriemo la SS18, attraversando la piana di Gioia Tauro. Da qui inizia la salita, che ci porta a Palmi, per poi salire fino a Monte Sant’Elia, ultimo anello di una catena che parte dalle selvagge alture degli Appennini per venirsi a specchiare sulle rive ridenti del Tirreno calabro. Esso da un lato giganteggia sopra una pianura lussureggiante, che in talune ore del giorno sembra un mare lucente, dall’altro lato guarda con mille occhi delle sue rupi l’immensa distesa del mare che rumoreggia ai suoi piedi. È spesso descritto come un “braccio verso ponente” dell’Aspromonte, che degrada rapidamente verso il Mar Tirreno, con le sue piccole spiagge e scogliere.
Riprendiamo quindi fiato, con la strada che spiana e si apre in una lunga discesa che ci porta a Bagnara calabra e di lì a Scilla, ove le pietre parlano e ognuna reca con se più d’una storia da raccontare e più d’un tesoro da custodire. La bellezza del paesaggio e la magnifica vista panoramica ci fanno compagnia, fino all’arrivo a Villa San Giovanni. Un tratto di costa che offre spunti paesaggistici straordinari da qualunque parte la si guardi.
Ed eccoci a bordo della nave. Ne approfittiamo per un momento di relax, bevendo un caffè. A Messina riprendiamo il nostro cammino, percorrendo la vecchia strada romana “Pompea Valeria”, oggi asfaltata nella SS113, da dove possiamo ammirare e contare in tutto il loro splendore le gobbe delle sette sorelle eoliane.
Una strada che attraversa un numero infinito di piccoli paesi tra gioielli dell’antichità, frutto della dominazione greco-romana prima e araba poi. Il nostro viaggio prosegue, ed andiamo incontro alla sera. Anche il sole è ormai al tramonto, quando iniziamo la salita che porta verso Patti. Patti è, per posizione geografica, storia ed indotto economico-turistico uno dei maggiori centri della fascia tirrenica messinese. È il quarto comune più importante della provincia di Messina per popolazione, dopo il capoluogo e i centri di Barcellona Pozzo di Gotto e Milazzo.
La città, oltre a essere sede di numerosi uffici amministrativi e di interesse pubblico, è anche sede della Diocesi di Patti, una delle più antiche della Sicilia, che comprende 45 comuni.
È ormai sera e qui la nostra giornata sui pedali termina presso l’hotel Sacra Famiglia di Patti, dove trascorriamo la notte dopo aver recuperato le calorie perse con una meritata e squisita cena.
Il nostro viaggio continua domenica 15. Eccoci pronti in sella alle nostre mountain bike per raggiungere il santuario di Maria Santissima di Tindari. È una delle mete turistiche più visitate della costa settentrionale della Sicilia, grazie ai resti perfettamente conservati dell’antica polis greca Tyndaris.
Oltre alla zona archeologica è presente il santuario della Madonna Nera, costruito nella seconda metà del 1900, intorno all’antico santuario risalente al XVI secolo e tutt’oggi visitabile.
Tutto ciò è immerso nella natura! Infatti il promontorio di Tindari si trova all’interno della riserva naturale Orientata Laghetti di Marinello, che si estende per circa 400 ettari, istituita nel 1998 per proteggere la zona lagunare che si trova ai piedi del promontorio. Posti belli e assolati, circondati da verde e arte. Dalla preistoria alla storia moderna, il percorso offre un susseguirsi di paesaggi di eccezionale bellezza.
Il Santuario, così come lo possiamo vedere oggi, si trova su un promontorio a strapiombo sul mare, in corrispondenza dell’antica acropoli, dove era stata costruita una piccola chiesa.
La statua della Madonna Nera è scolpita in legno di cedro e arriva, molto probabilmente, da oriente. Oltre a questa bellissima chiesa, un altro posto molto affascinante è la laguna di Tindari, che si raggiunge percorrendo la SS113, lungo la costa tirrenica.
Un paesaggio davvero mozzafiato e, per gli amanti del mare, davvero unico. Altra località molto affascinante è la spiaggia di Marinello, alla quale sono legate diverse leggende: la più nota narra che la spiaggia si fosse formata in seguito alla caduta di una bimba dalla terrazza del santuario soprastante, per evitare che si infrangesse sugli scogli. Un’altra narra invece della morte, avvenuta in questa spiaggia, di papa Eusebio, il 17 agosto del 310. Oltre che per le leggende, questa spiaggia fa parlare di sé anche per la sua bellezza. Sul costone che domina la spiaggia si trova una grotta che, secondo una leggenda, era abitata da una maga che attraeva i marinai per poi divorarli. Quando i suoi incantesimi non funzionavano la maga sfogava la sua rabbia bucando le pareti di roccia con le sue dita e a questo sarebbero dovuti i piccoli fori che si trovano sulle pareti della grotta. Come non pensare al fascino dei miti omerici ascoltando queste storie?
Dopo un momento di relax e di preghiera, riprendiamo il nostro cammino per raggiungere Barcellona Pozzo di Gotto. Arriviamo all’ora di pranzo e decidiamo di fermarci per degustare i piatti tipici della tradizione culinaria siciliana, dopodiché riprendiamo il viaggio di ritorno a bordo del treno. Un’esperienza che lascia in ognuno di noi un ricordo indelebile in un susseguirsi di emozioni e la consapevolezza che la vera scoperta non consiste nel trovare nuovi territori, ma nel vederli con occhi nuovi!

Raffaele Mancuso

17 Settembre 2013


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Raffaele Mancuso

Membro delle forze dell'ordine nella Polizia di Stato, è fondatore e attuale presidente dell'associazione sportiva dilettantistica Atletica San Costantino calabro. Ha scritto articoli di vario genere per il sito internet www.tropeaedintorni.it. Si occupa di sport, tradizioni ed eventi locali.

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